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I COCAI 2010

GRUPPO TEATRALE “IL GABBIANO” – F.I.T.A. (TRIESTE)

CHI SIAMO

"Fantasmi, Amore e... Valeriana", "Un pizighin de Fantasia", "Arsenico e Vecchi Merletti", "Drio le

Quinte", "Non te li puoi portare appresso", "Fin che coro no me ciapè" e “Quel penultimo scalin”

rappresentano, non solo successi di pubblico e critica, bensì il "volo" che il Gruppo Teatrale "Il

Gabbiano" ha effettuato dall'anno della sua nascita: il 1982. L'attività del gruppo intende porre

alternative agli schemi troppo collaudati di rappresentazione di un certo teatro dialettale espressione

della Trieste che piange nostalgica se stessa nella memoria di chissà quali vecchi fasti. Scelta

coraggiosa poichè il nuovo, come si sa, non sempre incontra il favore di un certo tipo di spettatori.

Nel nostro caso ci sembra sfatato dall'ottima affluenza di pubblico registrata (ca. 50000 presenze

in 25 anni di rappresentazioni) e che premia il modo sapiente di usare testi ed autori, anche non

triestini, rielaborandoli in modo canzonatorio con quel tanto di ironia e di parodia che, a nostro

avviso, oggigiorno identifica la triestinità più che "el vecio fogoler in tel buso in mia contrada",

senza comunque togliere nulla a questi ultimi.

LA NOSTRA STORIA

Nato nel 1982 dall’incontro (sui banchetti di un ricreatorio di Trieste) di 8 ragazzi, per lo più amici,

tra i 18 e i 20 anni, con la passione comune per il palcoscenico, il Gruppo teatrale “IL GABBIANO” si

è costituito in associazione nel febbraio 1985, dopo 3 anni di attività durante i quali aveva già portato

in scena 3 spettacoli: La ‘triestinizzazione' de “La bisbetica domata” (di W. Shakespeare

 -molto- liberamente tradotta da Osvaldo Mariutto e Angelo Mametti). “Fantasmi, amore e … valeriana”

(di Osvaldo Mariutto) che è considerato un po’ il ‘cavallo di battaglia’ del Gruppo poichè avendo ottenuto

un grossissimo consenso di pubblico, di critica ed una menzione speciale per l’allestimento

 –luci e scene-, lo ha fatto emergere nell’ambito del teatro amatoriale triestino.

Infine “Un pizighin de… fantasia” (di Osvaldo Mariutto) – presentato nel 1985 alla 1^

Rassegna del “Teatro in dialetto” indetto dall’Armonia – che, con più repliche, ha confermato il

successo dei ‘Gabbiani’ e conquistato definitivamente il consenso del pubblico al Gruppo. Nel 1986

il gruppo teatrale si è legato a “L’Armonia”, Associazione di compagnie del teatro dialettale

triestino. Nello stesso anno, con l’ingresso nel gruppo di ‘forze’ nuove, la compagnia ha portato in

scena – nell’ambito della Rassegna “Teatro in dialetto”- “Arsenico e vecchi merletti” (di

Kesserling con traduzione e adattamento di Osvaldo Mariutto), spettacolo replicato anche nel 1989.

L’anno successivo ha proposto in rassegna lo spettacolo “Drio le quinte…” (di Carlo Fortuna), con

il quale il Gruppo, nella persona di Riccardo Fortuna, ha ottenuto il premio “VI Memorial Artico”

messo in palio per la migliore interpretazione. Lo spettacolo è stato poi replicato a Gorizia nel

novembre dello stesso anno, nella Rassegna “Teatro per teatro” e, nel luglio 1988, inserito in un

mini-cartellone dialettale a chiusura della manifestazione estiva “Teatro per ragazzi”, che si svolge

annualmente nella piazza di Muggia (TS). Nel 1988 il Gruppo si è ulteriormente allargato, con

l’ingresso di altri nuovi ‘attori’ dilettanti e ha consentito al Gabbiano di allestire, nella stagione

primaverile della rassegna dialettale, la commedia “Non te li puoi portare appresso” (di

Kaufmann e Hart, libera traduzione e adattamento di Osvaldo Mariutto), più nota forse al pubblico

per la versione cinematografica di F. Capra “L’eterna illusione”. Nel 1989 viene allestito lo

spettacolo “Max, l’Arciduca futizà” (di Fortuna e Comida, testo che ottiene una menzione speciale

nel “I Memorial Camber-Barni”) che a Verona, nell’ambito della Rassegna dell’inedito di autore

italiano, Premio Giorgio Totola, ottiene il primo posto come migliore spettacolo e che fa meritare a

Monica Parmigiani il premio come miglior protagonista. Ancora un successo, questa volta

nell’ambito della manifestazione “La sera del dì di festa” indetta dal Comune di Trieste, unitamente

all’Azienda di turismo e soggiorno ed al Circolo culturale ‘Jaques Maritain’, il riconoscimento a

Riccardo Fortuna quale miglior attore per “L’atto unico” di Svevo.

L’anno seguente, il 1990, sull’onda del successo ottenuto, il Gruppo mette in scena

Quell’inesorabile profumo -i delitti del mandarancio-“ (di Osvaldo Mariutto) che viene

presentato in rassegna a Trieste ed al Premio Giorgio Totola a Verona. Nuovamente la Compagnia

ottiene il primo posto, anche se ex-aequo, come miglior spettacolo.

Il 1991 segna il ritorno in scena di quello che è considerato il cavallo di battaglia della Compagnia:

"Fantasmi, amore e... valeriana" (di Osvaldo Mariutto) che ottiene, al premio "E. Artico", una

menzione speciale per la scenografia. Nello stesso anno viene anche riproposto con successo

"L'atto unico" di Svevo.

L'anno seguente, il 1992, vengono presentati tre atti unici: "Fatti consueti, atti inconsulti" (di

Osvaldo Mariutto), un atto di amore dell'autore verso la propria città Trieste, che non ottengono una

lusinghiera critica, ma raggiungono il cuore ed il favore del pubblico.

La stagione 1993 vede la messa in scena di "Wandando" (di Osvaldo Mariutto): storia di donne

dai caratteri incredibilmente diversi... volti che celano dietro il loro magnifico sorriso o il loro

pianto, l'anima di una città. Nel 1994 viene allestito lo spettacolo "Emozioni de formaio" (di

Osvaldo Mariutto): bizzarra similitudine tra 'formaio' (formaggio) e amore. La vena creativa del

nostro autore sembra inesauribile, così nel 1995 vengono rappresentate le commedie "Mi volessi

ma..." e, a seguire nel 1996, "Tuto e gnente - 20 anni dopo": sette amici che si ritrovano ognuno

con il proprio vissuto. Dopo "Arsenico e vecchi merletti" e "Non te li puoi portare appresso"

(cinematograficamente noto come "L'eterna illusione"), il Gabbiano - primo fra gli amatoriali a

proporsi con allestimenti di testi teatrali americani, forse noti come classici del cinema - si presenta

al pubblico del 1997 con la trasposizione teatrale in dialetto triestino del successo Hollywoodiano

"Fiore di cactus" (di Barillet e Gredy, libero adattamento di V. Baso). Grazie alla nota esperienza

del Gruppo, in questo allestimento traspare il meticoloso lavoro che non si limita alla mera

traduzione del testo, ma assume veste di ricerca della sua collocazione e nella trasformazione in

realtà, atmosfera e panni tipicamente triestini. Com' è tradizione del Gabbiano, anche in questo

lavoro l'attenzione per le scenografie, le musiche ed in particolar modo per i giochi di luce, risulta

elemento determinante per la buona riuscita dello spettacolo, certamente amatoriale, ma non per

questo poco accurata. La fatica viene premiata con l'assegnazione a Monica Parmegiani, [...]per la

notevole capacità raggiunta nell'interpretazione di un personaggio moderno e giocato su più

caratteri[...], del premio "E. Artico", quale miglior interprete! Il 1998 vede l'allestimento dello

spettacolo "Me raccomando acqua in boca" (di V. Baso, tratto da un divertimento di P. B.

Bertoli) che si aggiudica il II premio "Monda" per l'originalità delle scelte scenografiche e per la

loro felice esecuzione cromatica, nonchè per l'uso essenziale degli arredi di scena.

Nel 1999 il Gabbiano si ripresenta nuovamente al proprio pubblico, con la trasposizione di una

fortunatissima commedia americana: "Finchecoronomeciapè" (libero disadattamento in 2 atti di

Osvaldo Mariutto da "Taxi a due piazze" di R. Cooney) che ottiene un clamoroso successo

popolare. La commedia si aggiudica anche il primo premio per la migliore interpretazione collettiva

e premio per il miglior interprete a Monica Parmegiani alla rassegna "Teatro in corte" di Sandrigo

(VI). Il nostro 'Telechiodimartello' Pierre Qualizza riceve una menzione speciale per la migliore

scenografia al III premio "Monda" di Trieste.

Il Gabbiano nel 2000 chiude idealmente la trilogia sull'infedeltà iniziata con "Fiore di cactus",

proseguita l'anno scorso con "Finchecoronomeciapè", con la commedia "Una bela rampigada sui

speci" (libero disadattamento di Osvaldo Mariutto da "Toccata e fuga" di Derek Benfield): blitz

amorosi, appuntamenti furtivi, scappatelle birichine con equivoci imbarazzanti e divertenti per una

comicità pura ed elegante. Lo spettacolo ottiene il premio per la regia e novità teatrale assegnato a

Osvaldo Mariutto alla rassegna "Teatro in corte" di Sandrigo (VI).

Il 2001 vede la messa in scena dello spettacolo "Ma chi te son" (commedia in 2 atti tratta da Aldo

De Benedetti e curiosamente adattata da Osvaldo Mariutto): una divertente farsa giocata sugli

scambi di ruolo.

Nel 2002 viene proposta al pubblico la commedia "Visavì" (due atti di Osvaldo Mariutto da Derek

Benfield), dall'intreccio fine, accattivante, dove gran parte di quello che si vede, potrebbe essere

tutto altro e che si aggiudica il primo premio per la migliore interpretazione collettiva alla rassegna

"Teatro in corte" di Sandrigo (VI).

Nel 2003 il Gruppo porta in scena "Nissun xe perfeto" (di Simon Williams per l'adattamento in

dialetto triestino di Osvaldo Mariutto) che vale a Roberto Creso,[...]per la divertente ed esatta

interpretazione del personaggio ambivalente di Mirtilla[...], il premio "E. Artico" come migliore

interprete ed al Gabbiano il I premio "Fondazione CRTrieste" per il migliore spettacolo. "El colpo

de la strega" (di John Graham, adattamento in dialetto triestino di Osvaldo Mariutto), una bella e

giovane donna si trova impelagata in un adulterio che le dà un mare di guai e nessuna

soddisafazione, caratterizza il 2004. Nel 2005 la volta di "Giovanin ga perso el copin"

(commedia tratta da Alan Ayckbourne e trasposizione in dialetto triestino di Osvaldo Mariutto):

valzer di tradimenti, veri e presunti e di proposte di matrimonio in una vivace trama di scambi di

persone. Nel 2006 la vena artistica di Mariutto sembra esaurita (prime tristi avvisaglie del male che

lo avrebbe colpito e dal quale, purtroppo non si più ripreso) e il Gabbiano ripropone lo spettacolo

"Finchecoronomeciapè" riscuotendo nuovamente un grandissimo successo di pubblico. Il 2007 si

caratterizza per l'allestimento di una nuova commedia "Chi tropo maza no copa gnente"

(trasposizione in vernacolo di Osvaldo Mariutto da un lavoro di Sam Bobrik e Ron Clark):

spettacolo in tre atti dai tempi spediti che prende in giro atteggiamenti, luoghi comuni e umane

debolezze. Il successo della commedia viene sancito dall'aggiudicazione della I edizione del

premio "Armonia" quale migliore allestimento: [...]per la gradevolezza del testo, il ritmo impresso

allo spettacolo e a conferma di una consolidata capacità nell'allestimento delle commedie[...].

Interamente scritta da Osvaldo Mariutto nel 2008, "Cicole, ciacole, rayban e... fritole" la prima

commedia di una trilogia - così negli intendimenti dell'autore - della rivisitazione, in chiave ironica e

nostalgica, dei ruggenti anni '70, '80 e '90 triestini. Monica Parmegiani si aggiudica la II edizione

del premio "Armonia" come migliore attrice,[...]per aver saputo far vivere la doppia veste del

personaggio, nel duemila e nel ' 70, con verità e ironia[...]. La commedia resta l'ultima fatica di

penna e l'ultima regia di Mariutto che nel 2009 è costretto dal cancro a cedere il timone a Riccardo

Fortuna che cura la regia di "Quel penultimo scalin" (di Samy Fayad, traduzione e adattamento di

Valnea Baso e Giorgio Dendi): vivace vicenda di curiosi intrighi dove i soldi non fanno la felicità,

soprattutto se sono pochi. Il 19 novembre, giorno della prova generale dello spettacolo, giunge la

triste notizia della prematura scomparsa di Mariutto; tristi e affranti, con il cuore a pezzi, decidiamo

di onorare il nostro amico e portare in scena lo spettacolo il venerdì seguente. Circondati e sostenuti

dal calore e dall'affetto delle Compagnie de "L'Armonia" gli rendiamo omaggio attraverso i sorrisi

di una commedia brillante, uno spettacolo affine, per toni e ritmi, ai tanti che Mariutto ha scritto e

adattato in dialetto con successo per il palcoscenico amatoriale. A Pierre Qualizza, [...]per aver

contribuito alla messa in scena di un divertente spettacolo con una scenografia 'pulita', colorata,

agile, efficace e funzionale[...], il premio "Bruno Monda".

Orfani di Mariutto, nella stagione 2010/2011 torniamo ad affidarci alla consolidata e conclamata

esperienza di Riccardo Fortuna con lo spettacolo "No xe bel quel che xe bel, ma xe bel quel che

..." (da "Il passo della Pantera" di Aldo Nicolaj, adattamento in dialetto triestino di Riccardo

Fortuna): una vicenda nella quale il gioco delle parti in cui i personaggi si muovono, finisce per far

smarrire, anche allo spettatore, il senso di ciò che è e di ciò che appare. A Roberto Creso, [...] per la

grande simpatia comunicata attraverso i tanti ruoli presentati nell'arco di 30 anni di presenza sul

palcoscenico del Teatro in Dialetto Triestino e per l'efficacia dimostrata nell'interpretazione del suo

personaggio[...], la IV edizione del premio "Armonia" per il miglior attore e a tutto il Gruppo,

[...]per la comicità sempre delicata ed equilibrata messa in scena nel raccontare un tema dei giorni

nostri nello spettacolo ben recitato ed elegante anche nella scenografia[...], la IV edizione del

premio "Armonia" per il migliore allestimento.

Prosegue anche quest'anno la fruttuosa e fortunata collaborazione con Riccardo (Ricki per gli amici)

Fortuna (un cognome una garanzia...) con l'allestimento della nuova commedia in tre atti "TRE

STRANI NADAI PER SEI STRAMBI S'CIOPAI" (da un'idea di Alan Ayckbourn, adattamento

in dialetto triestino e regia di Riccardo Fortuna): due ore di frizzante allegria! Lo spettacolo andrà in

scena dal 13 gennaio 2012.

I RICONOSCIMENTI

1984 "Fantasmi, amore e... valeriana" di O. Mariutto (premio "E. Artico" Trieste, menzione speciale

per l'originalità delle scene e delle luci)

1987 "Drio le quinte" di C. Fortuna (premio "E. Artico" Trieste, miglior interprete R. Fortuna)

1989 "Max, l'arciduca futizà" di R. Fortuna e L. Comida (I Memorial "Camber-Barni" Trieste,

menzione speciale - stagione teatro dialettale 1988-89 Trieste, miglior incasso - premio "G. Totola"

Verona, per la miglior interprete assoluta a M. Parmegiani e premio "G. Totola" per il miglior

allestimento)

1990 "Quell'inesorabile profumo" di O. Mariutto (premio "G. Totola" Verona, ex aequo per il

miglior allestimento) "L'atto unico" di Svevo (premio come miglior attore a R. Fortuna nell'ambito

della Rassegna estiva "La sera del d di festa" organizzata dal Comune di Trieste)

1991 "Fantasmi, amore e ...valeriana" di O. Mariutto (premio "E. Artico" Trieste, menzione speciale

per la scenografia)

1997 "Fiore di cactus" di Barillet e Gredy, libero adattamento di V. Baso (premio "E. Artico"

Trieste, migliore interprete M. Parmegiani)

1998 "Me racomando, acqua in boca" di V. Baso, tratto da un divertimento di P. B. Bertoli (premio

"Monda" Trieste per la migliore scenografia)

1999 "Fin che coro no me ciapè" libero disadattamento di O. Mariutto da “Taxi a due piazze” di R.

Cooney (primo premio per la miglior interpretazione collettiva e premio per la miglior interprete a

M. Parmegiani alla rassegna "Teatro in corte" di Sandrigo - Vicenza. Premio "Monda" Trieste,

menzione speciale per la migliore scenografia a P. Qualizza)

2000 "Una bela rampigada sui speci" disadattamento in due atti di O. Mariutto da “Toccata e fuga”

di D. Benfield (premio regia e novit teatrale a O. Mariutto alla rassegna "Teatro in corte" di

Sandrigo -Vicenza)

2002 "Visavì" due atti di O. Mariutto da D. Benfield (primo premio per la migliore interpretazione

collettiva alla rassegna "Teatro in corte" di Sandrigo - Vicenza)

2003 "Nissun xe perfeto" di S. Williams, adattamento in dialetto triestino di O. Mariutto (premio

"E. Artico" Trieste, miglior interprete R. Creso e I premio "Fondazione "CRTrieste" per il migliore

spettacolo)

2008 "Chi tropo maza no copa gnente" da S. Bobrik e R. Clark, adattamento in dialetto triestino di

O. Mariutto (I edizione premio "L'Armonia" Trieste, miglior allestimento)

2009 "Cicole, ciacole, rayban e Fritole" di O. Mariutto (II edizione premio "L'Armonia" Trieste,

migliore interprete femminile M. Parmegiani)

2010 "Quel penultimo scalin" di Samy Fayad, traduzione in dialetto triestino e adattamento di V.

Baso e G. Dendi (premio "Monda" Trieste, migliore scenografia P. Qualizza)

2011 "No xe bel quel che xe bel, ma xe bel quel che..." da "Il passo della Pantera" di A. Nicolaj,

adattamento in dialetto triestino di R. Fortuna (IV edizione premio "L'Armonia" Trieste, miglior

allestimento e IV edizione premio "L'Armonia" Trieste, migliore interprete maschile R. Creso)

In cartellone: “Tre strani Nadai per sei strambi s’ciopai” da un’idea di Alan Ayckbourn - commedia in Dialetto triestino e regia di Riccardo Fortuna

Lo spettacolo messo in scena nella scorsa stagione 2010-2011 dalla Compagnia si intitola "No xe bel quel che xe bel, ma xe bel quel che..." da "Il passo della Pantera" di A. Nicolaj, adattamento in dialetto triestino di R. Fortuna

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